Vai ai contenuti

I miei libri - Nuovo Progetto 8

Salta menù

I miei libri

Il libro permette di osservare e capire la figura di Machail Gorbaciov da un punto di vista originale. Di come i fatti storici possano esere lette e vissuti secondo il proprio senso cognitivo. Orizzonti di approccio diversi ci svelano particolari che, la grande Storia, a volte ignora o marginalizza. Usando il metodo della narrazione individuale i testimoni raccontano i timori e le speranze di una intera epoca. Alcune delle persone coinvolte hanno poi avuto un rapporto diretto con il leader della perestrojka. Escono allora particolari  inediti che descrivono, con una vasta gamma di chiari e scuri, anche le contraddizioni del Presidente dell‘Urss e della sua politica. Particolari che non modificano il senso dei fatti ma ne favoriscono la comprensione nella complessità e contradditorietà degli stessi. Il libro ha il pregio di non partire da un giudizio preciso su Gorbaciov, sia positivo che negativo, ma di essere aperto a tutte le valutazioni possobili quasi a dirci che, seppur a volte appaiano in contrapposizione,  rappresentano invece tessere di un mosaico che alla fine della lettura ci appare una filigrana intellegibile.  
Il libro è uscito l'11 a marzo 2025 nell'occasione dei 40 anni dalla elezione di Gorbaciov a Segretario Generale del PCUS, avvenuta il 5 marzo del 1985.


Belgrado, la città bianca fra Sava e Danubio, è uno di quei luoghi che sulle carte geografiche si considerano “fra oriente e occidente”. Ma  Belgrado è anche un punto di incontro fra ortodossia e scisma, fra  bombe della Nato e petrodollari, fra marescialli e sultani, fra imperi e  protettorati, fra comunisti e terzomondisti, fantasmi e teste coronate,  ponti e murales, kavane e barconi. Ritorni a Piazza Slavija è una guida fra quello che non c’è più e il molto che è rimasto. Naturalmente al sapore di pivo, šopska e rakija.




Con la bomba alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, il 12 dicembre  1969, a Milano si apre la drammatica stagione dello stragismo.  Organizzazioni clandestine e servizi deviati colpiscono cittadini  comuni. Sarà chiamata “strategia della tensione” e come scopo avrà  quello di fermare lo sviluppo democratico del paese.
Il libro vuole indagare, attraverso una ventina di testimonianze,  che cosa significhi per un Paese e per i suoi cittadini vivere per più  di cinquant’anni con un ricordo così terribile. Che ha orientato spesso  le scelte individuali e che non pare mai archiviato.

                        

Abitavamo la guerra. La guerra che ci era sfuggita perché, per fortuna, nati dopo. La guerra che ci aveva sorpreso. La guerra mai dichiarata. La guerra che non sapevi come chiamare. La guerra senza confini. La guerra contro i civili. La guerra dell’odio fraterno. La guerra della campagna contro la città. La guerra che diventa un incubo. La guerra dove si moriva davvero. La guerra degli altri che, per i più svariati motivi, sentivamo come nostra. Forse troppo, ma sarebbe arroganza pensare di giudicare a distanza di decenni.
Abitavamo la guerra. Poi la vita divenne parente stretta della morte.  E come un brutto male che cresce dentro al corpo, che lacera anche l’anima, la guerra cominciò ad abitare noi.

Per richiedere il libri: luigilusenti@gmai.com

Il libro racconta la storia di alcune migliaia di italiani che,  alla fine della seconda guerra mondiale, scelsero di rimanere in Jugoslavia per costruirvi il socialismo. Fu una scelta difficile, che portò molti anche a rompere con la famiglia, con gli amici, con la professione. Nel 1948, quando vi fu lo scontro Tito Stalin, si schierarono con il governo di Mosca. Furono repressi, alcuni riuscirono a  scappare, altri conobbero il lager di Goli Otok, l’Isola Calva  nell’alto Adriatico. Dopo tanti anni quella ferita brucia ancora nei  loro cuori e ha segnato le loro esistenze. Parlare di loro significa non  tacere su un momento del dramma che coinvolse l’umanità intera prima,  durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Per richiedere il libro: luigilusenti@gmail.com
                        
                          
Questo  è un mestiere ricco di creatività, di contenuto professionale. Valorizzare un mestiere che va dal saper mettere insieme tre mattoni fino al restauro di dipinti di secoli fa, significa anche valorizzare la dignità della persona che investe se stesso in questa attività.
Questa è una categoria che costruisce le case, le scuole, gli ospedali, le strade; che costruisce i luoghi privilegiati della civiltà, quindi è una categoria che può definirsi “costruttrice di pace”. Ecco perché ci battiamo contro un’idea sbagliata della modernità intesa solo come grande infrastruttura. Un ponte può essere moderno,  un’autostrada può essere moderna, un viadotto può essere simbolo di modernità ma solo se dietro a quel ponte, a quell’autostrada, al quel viadotto c’è un lavoro moderno, un lavoro che rispetta la dignità della persona.

Per richiedere il libro: luigilusenti@gmail.com
                     



Eravamo in piena guerra fredda, quando il nemico era chiaro e si poteva indicare a dito, ben lontani dai tempi di Gorbaciov e Raissa, dalla glasnost e dalla perestrojka. Sul ponte delle spie andava di moda il baratto fra dissidenti e agenti segreti, sui tetti delle ambasciate grappoli di paraboliche codificavano il mondo, orrore e sangue senza imbarazzo e tacita consegna di non aprir bocca, in palio per tutti la sopravvivenza.

Per richiedere il libro: luigilusenti@gmail.com
“Un comunista di Nola nelle bande di Markos” titola Il Messaggero Veneto. Giacomo Scotti da alcuni giorni è rinchiuso in carcere. Lo accusa, seppur nessuna imputazione verrà mai mossa a suo carico, una lettera di Renato Bussone, dirigente del Pci campano, indirizzata ai comunisti di Monfalcone. Nella sua missiva Bussone scrive all’incirca: “…Giacomo Scotti è un buon compagno, vuole trasferirsi nella Jugoslavia di Tito per costruirvi il socialismo, aiutatelo a passare la frontiera. Bussone ovviamente ignora le vere intenzioni del “compagno Giacomo”: unirsi ai rivoltosi greci insorti sulle montagne della Macedonia greca.E ignora pure che tal Pino Piovesan a cui invia il testo è un confidente del Fields Security Service, la polizia segreta del Governo Militare Alleato.

Per richiedere il libro: luigilusenti@gmail.com
                                                                                                                                                                                            




Questo libro nasce da una esperienza concreta, gli aiuti alle popolazioni della ex Jugoslavia colpite dalla guerra e dalla scelta pacifista e non violenta che gli autori hanno maturato in anni di rapporti con i movimenti democratici della società civile di tutta Europa (HCA, END).

Per richiedere il libro: luigilusenti@gmail.com
Sito aggiornato il 15 luglio 2026
Torna ai contenuti